L’acqua è una risorsa naturale alla base della vita stessa sul nostro pianeta. In questi ultimi
anni si sta sempre più sviluppando la consapevolezza che, anche nelle regioni in cui è abbondante,
l’acqua è comunque una risorsa limitata, il cui uso indiscriminato, accompagnato da
una scarsa tutela delle falde acquifere, può rappresentare una seria minaccia al suo mantenimento
ed al suo utilizzo da parte delle generazioni future.
L'Unione Europea ha sempre dimostrato grande sensibilità per
le tematiche ambientali ed in particolare per quelle connesse al ciclo dell'acqua
Queste trovano infatti ampio riscontro tra gli obiettivi del programma LIFE, tramite
la promozione del concetto di
gestione sostenibile delle acque di
falda e di superficie.
In questo quadro gli enti di ricerca, le
imprese pubbliche e private e tutti gli
operatori nel campo ambientale della
Unione Europea e non, sono chiamati
a sostenere un ruolo professionale
rilevante. È sulla base di questa valutazione
che si è proposto ed ottenuto
la possibilità di attuare una delle
direttive più importanti per la salvaguardia
delle risorsa Acqua.
Fiume Tagliamento: località Ragogna (UD).
Il progetto CAMI
Il progetto CAMI (Caratterizzazione dell'Acquifero con Metodologie Integrate),
finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma LIFE, contribuisce ad
attuare la direttiva 2000/60/CE e successive modifiche, mettendo a punto e sperimentando
un insieme integrato di metodi finalizzati alla definizione e caratterizzazione
dei distretti idrografici, all'analisi dell'impatto
ambientale delle attività umane sulla risorsa idrica ed
alla valutazione della sostenibilità del loro sfruttamento.
La direttiva sulle acque 2000/60/CE introduce un concetto
innovativo nella legislazione europea, che è la gestione
delle risorse idriche basata sui bacini idrografici piuttosto
che sui limiti amministrativi.
Il progetto CAMI ha consentito di sviluppare un pacchetto
integrato basato su indagini geofisiche, geochimiche e di
monitoraggio a livello di bacino idrico, sviluppato nell’area
test di Torrate di Chions (PN).
Torre piezometrica dell’acquedotto gestito dall’ABL (Torrate di Chions).
Distretto idrografico e area test
Bacino idrografico del fiume Tagliamento e inquadramento geografico dell’area di
studio.
Una componente sostanziale del progetto CAMI è
sperimentale, basata sulla realizzazione di campagne
di indagine sul territorio nell'area pedemontana
a cavallo tra Friuli Venezia Giulia e Veneto e
delimitata dai fiumi Tagliamento, Meduna-Cellina
e Livenza.
È un'area caratterizzata da spesse conoidi alluvionali
fortemente permeabili che ospitano uno dei
più importanti acquiferi delle due regioni.
L'elevata permeabilità dei depositi, l'intensa attività
agricola ed il recente incremento dell'urbanizzazione
rendono questo acquifero particolarmente
vulnerabile all'inquinamento.
Azioni programmate nell’area test
Le indagini sul terreno e le analisi geochimiche
hanno permesso tra l'altro di:
individuare i serbatoi di alimentazione e la loro
interazione tramite le analisi isotopiche dell'ossigeno
(d18O) e di attività del tritio (isotopo
a vita breve dell'idrogeno) su campioni provenienti
dai corpi idrici sotterranei, dalle acque
meteoriche e da alcune acque superficiali;
conoscere compiutamente il sottosuolo, sia con
la ricostruzione tridimensionale del sistema
degli acquiferi sotto sfruttamento sia con la
caratterizzazione dei parametri petrofisici,
idraulici e idrochimici;
determinare le caratteristiche idrodinamiche
dell'acquifero durante lo sfruttamento.
Vista panoramica dell’area test dalla torre dell’acquedotto..
Articolazione del progetto
Il progetto si articola in una serie di compiti ed azioni che si svilupperanno
secondo le fasi di seguito indicate:
raccolta ed elaborazione dati esistenti;
analisi delle stratigrafie, costruzione del modello geologico preliminare
e pianificazione delle indagini geofisiche;
realizzazione della campagna geochimica ed isotopica;
esecuzione delle indagini geofisiche;
interpretazione dei dati geofisici ed integrazione del modello idrogeologico;
realizzazione di carte tematiche, carte delle aree di ricarica/dispersione,
vulnerabilità, ecc.;
modello dell'acquifero con il programma REGIS;
costruzione di un modello delle risorgive; protocollo per caratterizzare
i bacini idrografici (D2000/60/CE);
diffusione tramite sito WEB (presentazione degli stadi di avanzamento,
dei risultati intermedi e finali), newsletters, conferenze, seminari
e materiale multimediale.
Acquisizione con metodologie geofisiche
sismica nell’area test.
Obiettivo finale del progetto
A conclusione del progetto, basandosi sulla metodologia adottata, verrà
creato un protocollo di indagine e di monitoraggio che garantisca
un'omogeneità di risultati in diversi contesti idrogeologici, come esplicitamente
previsto dalle direttive Comunitarie.